"Ma con chi pensa di avere a che fare, con gente che viene dalla strada? Adolf non sa da che famiglia vengo io! Ci metto un attimo ad alzarmi ed andarmene, poi voglio proprio vedere!" - Inizia bene la settimana a Palazzo Kabul - penso mugugnando un buongiorno rivolto a Maria Stella, della nobile casata della Superstrada. "Eh buongiorno! Se fosse un buongiorno! Ho dovuto lavorare anche di sabato, cara Luce, e non riceverò alcun compenso per queste ore di straordinario" sputacchia nervosa la mia tutor-neocontessa. E da quando in qua sono la confidente di una nobildonna? Forse spera che in preda ad un impulso di riverenza io possa abbracciarla, darle delle parole di conforto o improvvisarmi clown scacciapensieri. Niente di tutto questo. "Luce, ora tocca a te subirtelo, però. Ti avverto, Adolf è nervosetto. Mi ha chiesto di dirti di inviargli una relazione dettagliata dell'ultima campagna pubblicitaria." Semplicemente a Maria Stella basta sapere che, pur essendo una tutor sfruttata, non sarà mai una stRagista sfigata come me. "Mi raccomando" precisa "vuole l'indice pps, la spesa pivùpi, il costo netto trittitì e i contatti blablabla" Eh?!? Non ho capito un'acca di quello che mi ha detto. Forse Maria Stella non sa che noi populus vulgaris non conosciamo latinismi. Ma vado sicura: Adolf mi ha sempre detto che per qualsiasi cosa che non capisco o che non sono in grado di fare, posso rivolgermi alla mia tutor. "Inizio a scriverla e poi te la mostro… perché sai non ho mai elaborato una relazione di questo genere, con questi dati. Potresti farmi il favore di controllarla?" accenno timidamente. Maria Stella rimane a bocca aperta. Il suo lucidalabbra disegna un cerchietto luminoso, pronto a sputare palle di fuoco. Uno sguardo alla mia scarpa da ginnastica smozzicata, uno alla mia cintura borchiata e, un ultimo, procedendo in verticale, al mio ciuffo rigonfio. "Luce, cara" sorride "ma tu pensi che io voglia scavarmi la fossa con le mie stesse mani e offrire il lavoro a te? Sei una proprio una giovincella!" La interrompo immediatamente. Convoco il mio karma, i miei angeli custodi, penso al mio blog e al mio "studio" sociologico stRagista, tiro un sospiro e con un filo di voce dico: "Scusami se non mi sono spiegata. Volevo solo chiederti se potevi chiarirmi esattamente cosa fare, ma se non puoi non preoccuparti" "Luce, non è che non posso. Non voglio. Non posso mica far credere ad Adolf che tu sei più brava di me e perdere il posto!" sorride serena la nobile Maria Stella. "Tira fuori quello che hai appreso all'università". Questo non è mobbing, non è stalking, è stRagista-stretching. Se lunedì siamo a questo punto, cari stagisti, venerdì porto in ufficio una bella ghigliottina. Ai nobili non piaceva morire così? 
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