Cari stagisti, dopo la fuga dal call center, è arrivata anche la fuga da Palazzo Kabul. Ma a scappare, purtroppo, non sono ancora io. La tutor e l'ultimo stagista di turno hanno dato forfait. Con lo stesso scintillio negli occhi sono entrati nella stanza delle torture di Adolf e hanno fatto il loro annuncio. Maria Stella: "Caro Adolf. Ti dico la verità: ho trovato un posto dove mi offrono uno stipendio più alto, ma non sai con che dolore ti lascio. Tu mi hai insegnato il senso stesso della vita, come si sta al mondo, come si cade e come ci si rialza, come si diventa grandi e anche quanto si è piccoli e inermi nella grandezza di questo celestiale universo. Ed è per questo che non ti abbandonerò. Nonostante il preavviso di 15 giorni, come da contratto, resterò qui anche di più se vuoi, fino a che tu non troverai un'altra persona degna di occupare un posto nella tua divina azienda. Adolf mi viene da piangere… Adolf non fare così. O mio Adolf! Sarai sempre il mio pastore e io, come una pecora smarrita, col cuore rimarrò sempre nel tuo ovile. Grazie di esistere!" Filiberto: "Adolf io me ne vado. E' più di un mese che sono qui dentro e ancora non ho capito se questo stage è retribuito oppure no. Ho 25 anni, una laurea, mi sono stancato di fare volontariato per far guadagnare di più a te. Non essendo il nostro un rapporto di lavoro subordinato, io ti saluto e oggi stesso me ne vado a cercare fortuna altrove". La risposta di Adolf, dalla testa alla coda dell'azienda, è stata la stessa: "Io essere Adolf imprentitore ok? A me non fregare niente di cosa essere scritto su contratto legale. Voi dare me un mese di preavviso prima di lasciare Palazzo Kabul. Avete capito me? Se voi volere rimanere in buono rapporto con Grande Capo, voi fare come dico io. Chiaro dipentente serpente?? Chi pensare che difendere te? Sindacato? Finazziere? Partito? Universidà? Papa Mazzinga? Solo grande imprentitore dare protezione a piccole formiche dipententi". Le formiche però non si sono messe in fila in un'unica direzione, come sono solite fare. Maria Stella è scoppiata in un pianto greco. Si è battuta il petto più volte, si è strappata i capelli (erano extension) e ha cosparso il suo capo di cenere, in segno di lutto. Ha promesso solennemente, bagnando il suo sangue con quello della scorticatura dell'Adolf giocatore di tennis, di rimanere fino alla fine del mese. Filiberto è scoppiato in una grossa e divertita risata e ha chiuso la porta facendo un gran fracasso. IO AMO FILIBERTO.  |